Esther Williams

Esther Williams @Getty Images

Esther Williams (© Getty Images)

 

La sirena di Hollywood

Le Olimpiadi e il cinema nascono quasi contemporaneamente, a pochi giorni di distanza, a Parigi nel 1894, quando due personalità differenti, entrambe affascinate dal linguaggio del corpo, arrivano a due diverse, vincenti soluzioni. Il diplomatico Pierre de Coubertin, intellettuale e filantropo, prende la decisione di ridare vita ai Giochi dell’Antica Grecia, mentre l’altrettanto illustre Luis Lumière, assistito dal fratello Auguste, mette a punto lo strumento per registrare e proiettare immagini in movimento. Cinema e sport continuano il loro percorso parallelo nella narrazione di eventi sportivi, nella ricreazione dell’epopea agonistica dei protagonisti, e nello scambio tra attori e atleti.

Il primo caso di attore prestato alla celluloide è Johnny Weissmuller, tre ori alle Olimpiadi di Parigi del 1924, due altri ori nel nuoto alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928, primo a scendere sotto il minuto nei 100 metri a stile libero e poi, negli anni Trenta, indimenticato volto di Tarzan nella serie di film a lui dedicati. Poi ci fu Sonja Henie, medaglia d’oro ai Giochi Invernali del 1924 (non ancora dodicenne), vincitrice di tre ori olimpici e undici medaglie nel pattinaggio di figura su ghiaccio, vedette della Century Fox, che produce numerosi film con lei come protagonista. «Lasciate perdere il ghiaccio: trovate una nuotatrice, e che sia bella», avrebbe detto Louis B. Mayer, capo degli studi della casa cinematografica rivale, la Metro Goldwyn Mayer, che tra le sue file annovera Gene Kelly, Frank Sinatra, Red Skelton e Ricardo Montalban.

Fu così che la commessa di un negozio di abbigliamento, ex nuotatrice, venne notata dai produttori di Hollywood durante uno show acquatico al “San Francisco Aquacade”, dove Esther Williams, soprannominata “Aquabelle”, era stata scelta come controparte femminile di Johnny Weissmuller, che, in attesa di legarsi al ruolo di Tarzan, era letteralmente immerso in quello di “Aquadonis”.

Dal nuoto al sincronizzato

Esther nasce l’8 agosto 1921 in California, ultima di cinque figli, tre anni prima degli ori di Weissmuller, a cui la sua notorietà sarà legata. Da un’infanzia segnata da lutti e violenze – denuncia un orfano adottato dalla famiglia per molestie sessuali e perde un fratello prima dei 16 anni – a quindici anni entra nella squadra di nuoto “Los Angeles Athletic Club” e vince il titolo di campionessa della Costa del Pacifico nei cento metri a stile libero. Il successo comincia nel 1940, quando viene scelta per i Giochi Olimpici di Tokyo. Le Olimpiadi vengono annullate per motivi bellici, lasciando Esther nel dubbio di sapere se sarebbe riuscita anche in acque olimpiche a brillare sul podio. Ma la promessa mancata dei Giochi diventa nella stessa decade un’icona per una nascente disciplina della Federazione Nuoto, e che diverrà popolare in tutto il mondo proprio grazie alle performance in acqua della Williams: il nuoto sincronizzato.

Una bellezza da pin up @Getty Images

Una bellezza da pin-up (© Getty Images)

 

Quando Bill Rose, produttore dello show Aquacade, cercava quella che sarebbe stata la coprotagonista del futuro Tarzan, stava cercando un ragazza dal corpo da pin-up e dalle notevoli capacità natatorie. Esther era la perfetta sirena di cui prima Bill Rose e poi Hollywood ebbe bisogno. E il Paese in guerra aveva bisogno di pin-up. Il passo da San Francisco a Hollywood lo fece con una bracciata da diva, contribuendo a far nascere nella scuderia della Metro Goldwyn Mayer un nuovo genere in Technicolor: il musical acquatico.

I successi al botteghino

Nel 1942 la Williams ottiene l’ingaggio per il primo cortometraggio della sua lunga lista di film: Personalities. Segue nel 1944 Bellezze al bagno, considerato come il primo “film nuotato” della storia del cinema. Da protagonista diviene il vero e proprio perno dei suoi film, tutti musical acquatici e commedie leggere, che le vengono costruiti su misura con attrezzature nuove che permettono acrobazie sorprendenti: pennacchi di fuoco, piedistalli con ascensori idraulici, vestiti glamour, scenografie ad effetto, telecamere subacquee.

Alcuni critici scrissero che Esther Williams era una diva solo se bagnata, ma i suoi successi al botteghino la innalzano al di sopra delle critiche. Non è ancora periodo di stunt men e stunt girls: Esther, dotata di abilità acrobatiche e di naturale senso dell’eleganza, non esita a lanciarsi in mare aperto da un trapezio a 30 metri d’altezza; da un elicottero in volo (quando è incinta del terzo figlio); si lesiona tre vertebre durante un tuffo sul set del film La ninfa degli antipodi; nuota anche con Tom e Jerry, simpatici protagonisti dell’omonimo cartone animato, nel film del 1953 Nebbia sulla Manica. Diventa “la sirena da mille dollari”, come recita un suo film del 1955 e il titolo della sua autobiografia pubblicata nel 1999.

Il primo insuccesso arriva nel 1955, con Annibale e la vestale, un flop connesso con il cambio di gusti del tempo. Esther Williams si mette a insegnare nuoto ai bambini ciechi, fonda un’azienda di costumi da bagno e continua ad avere un ruolo importante nello sponsorizzare il “nuoto ornamentale” e i balletti d’acqua.

Con Esther il nuoto sincronizzato si raffina

Esther fu la stella del nuoto sincronizzato (© Getty Images)

 

In un periodo in cui il nuoto sincronizzato non ha regole, la popolare, positiva e solare figura di Esther Williams è essenziale nello sviluppo della disciplina. Nel 1952 sono avvenute le prime regolarizzazioni della Federazione, e poco a poco la disciplina compare nei programmi ufficiali, ad esempio ai Giochi Panamericani del 1955 in Messico. Il successo è strepitoso ma bisogna attendere il 1973 per i primi campionati del mondo che includono tre eventi: solo, duo e squadra.

Nel 1966 l’International Swimming Hall of Fame la premia.

Ritiratasi dalle scene, Esther si sposa quattro volte: un breve matrimonio con Leonard Kovner, medico; con l’annunciatore radiofonico Ben Gage, da cui ebbe tre figli e che lei descrisse come un giocatore compulsivo e alcolizzato; un matrimonio di ventidue anni con l’attore argentino Fernando Lamas, padre dell’attore culturista e motociclista Lorenzo Lamas; poi, vedova, sposò Edward Bell.

«Sono stata una signora fortunata – disse in un’intervista del 1984 – ho avuto tre carriere entusiasmanti. Prima l’esperienza nel nuoto agonistico, con l’incredibile divertimento di vincere. Poi la carriera cinematografica, con tutti il glamour che ne consegue. Quello era una soddisfazione per l’ego, ma era come la meringa sulla torta. Il matrimonio con Fernando, quello era il ripieno, come le mele nella torta».

«Siate felici, siete in piscina!»

Settant’anni dopo i volteggi di Esther all’Aquacade, il nuoto sincronizzato si è notevolmente evoluto, divenendo disciplina olimpica nel 1984 ai Giochi di Los Angeles (combinazione, proprio nella California che ha dato i natali alla Williams e che la vide protagonista quarant’anni prima). La sirena di Hollywood fu invitata come madrina non ufficiale al debutto dello sport olimpico. Guardando le atlete, si racconta che disse a una giornalista: «Non sorridono. E vorrei dire loro: “Siate felici, siete in piscina!”».

Oggi il nuoto sincronizzato è tra le competizioni più seguite dei Giochi. Il nuoto forse perse una campionessa, ma il sincronizzato ebbe una stella. Una star che rimane attiva per ben sei decadi come promotrice del nuoto e dell’attività fisica negli Stati Uniti e nel mondo.

Esther Williams morirà nel sonno nella sua casa di Beverly Hills il 6 giugno 2013. Aveva novantun anni.

Melania Sebastiani
© Riproduzione Riservata

 

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Comments To This Entry
  1. Troppo bello quel “Siate felici,siete in piscina” e si è dimostrato un buon elisir di lunga vita!
    W le sirene,Esther è e sarà la loro regina…non resta che…SPLASH!!!
    :-)

    Roberta on agosto 25, 2013 Reply
    • Sì, Roberta: Esther è stato un personaggio davvero unico nel panorama del secolo trascorso. Indimenticabile. (ms)

      admin on settembre 17, 2013

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