AudioDoc

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Un uomo solo al comando è il titolo dell’AudioDoc (di fatto un podcast) di Storie di Sport, ovvero una delle travi portanti dell’intero progetto, assieme al sito magazine.

Si tratta di un file audio, della durata prevista di venticinque-trenta minuti, che periodicamente ripropone, in forma di documentario radiofonico, eventi e campioni dello sport diventati leggenda.

Alcune puntate di Un uomo solo al comando contengono il racconto principale e un breve aneddoto, sotto forma di scheda, riguardante persone o fatti inerenti al tema trattato. Chiunque voglia proporre temi nuovi, criticare, discutere, esprimere la propria opinione sul contenuto del podcast può farlo per posta elettronica inviando una e-mail all’indirizzo redazione@storiedisport.it.

Un uomo solo al comando è gratuito, privo di pubblicità e può essere ascoltato senza difficoltà con tutti i computer, con ogni sistema operativo (Windows, Apple, Linux) e con qualunque lettore portatile, cliccando semplicemente sulle icone corrispondenti o abbonandosi gratuitamente al feed (clicca qui) che avvertirà automaticamente dell’uscita di nuovi episodi.

AudioDoc disponibili

 

Quando passa Nuvolari. La fantastica epopea del “Mantovano Volante”

Il Mantovano Volante, Nivola, l’Asso degli Assi, il Maestro. L’uomo dai mille soprannomi. La vera leggenda. L’inimitabile epopea di Tazio Nuvolari, il più grande pilota a due e quattro ruote di tutti i tempi, rivive nel quinto episodio degli audiodoc esclusivi prodotti da Storie di Sport. Qui l’articolo completo

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Alfonsina Strada. La donna che sfidò Girardengo

La sera del 13 settembre 1959 una macchina sfreccia a clacson spiegato per le vie di Milano, diretta ad uno dei tanti ospedali. A bordo, una signora di 68 anni, dai grigi capelli corti e dal viso ancora paffutello, sta lottando contro la morte. È una combattente nata, quella donna. Abituata a lottare contro le convenzioni, contro la fatica, persino contro la montagna. Contro tutti. Qui l’articolo completo


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Dorando Pietri. La folle corsa del garzone emiliano

«Io non sono il vincitore della maratona. Invece, come dicono gli inglesi, io sono colui che ha vinto ed ha perso la vittoria». Così scrive Dorando Pietri, classe 1885, da Carpi, sul Corriere della Sera. L’incredibile vicenda dell’atleta emiliano rappresenta uno degli episodi più conosciuti della storia dei moderni giochi olimpici. Storie di Sport rivive la sua commovente storia. Qui l’articolo completo


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Uruguay-Brasile: incubo al Maracanã

Non c’erano altri pronostici. Anche i più scettici e navigati opinionisti e conoscitori del calcio di quell’epoca non avrebbero scommesso un centesimo bucato contro la vittoria della squadra che avrebbe ospitato i quarti Campionati del mondo di calcio, il Brasile. Eppure quel 16 luglio 1950 accadde l’impensabile: a trionfare fu la Celeste uruguagia. Qui l’articolo completo


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Mexico 1968. Giochi di record, Giochi di sangue

Città del Messico, sabato 12 ottobre 1968. Sono passati solo dieci giorni dalla strage di Piazza delle Tre Culture, dove esercito e polizia hanno massacrato centinaia di studenti che manifestavano pacificamente. Dieci giorni surreali, che hanno lasciato il mondo allibito ed incredulo. Nel torrido pomeriggio d’inizio autunno Queta Basilio Sotero, velocista di Mexicali, accende il tripode dello Stadio Olimpico. Qui l’articolo completo


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Podcast in preparazione

Vai, Girardengo! Il primo Campionissimo