Se
l’istinto della competizione è connaturato
all’uomo come a quasi tutti gli animali, lo sport
nasce e giustifica se stesso solo con la civiltà.
Lo sport è il momento in cui si può finalmente
lasciare il piano della pura e violenta materialità
per una molto più piacevole dimensione ludica. Lo
sport è la dimensione in cui il piacere della gara
giocata con regole definite sostituisce la prova fisica
per stabilire una gerarchia o il possesso di un bene.
Sport e civiltà. Un binomio che ad una attenta riflessione
si dimostra inscindibile e che tutti - consciamente o meno
- accettiamo, quando al confronto militare tra superpotenze
preferiamo quello per le medaglie olimpiche o quando una
vittoria ai mondiali di calcio unisce per qualche ora un
intero popolo. Salvo poi repentine regressioni allo stadio
animalesco, con risse da guerra civile o razzismi di bassa
lega... ma purtroppo non viviamo nel migliore dei mondi
possibili.
Una prospettiva "evoluzionistica"
In questa prospettiva, che potremmo definire evoluzionistica - forse un po’ troppo filosofica, ammettiamolo pure,
ma decisamente affascinante - , abbiamo pensato di ricostruire
per sommi capi il cammino che dalle imprese di atleti ellenici
oggi quasi dimenticati ha portato alle epopee di Girardengo
e di Fangio, di Pelè e di Mohamed Alì.
È nata così l’idea di dedicare una serie
di appuntamenti mensili ad una avventura piena di emozioni
e di umanità. Senza pretendere di esaurire l’argomento
(ci mancherebbe!), proveremo a gettare uno sguardo d’assieme
sul mondo eroico di Achille ed Odisseo, ma anche su quello
dei Giochi greci e dei circhi romani, per poi rivolgerci
ai tornei medievali, al calcio fiorentino, al Palio di Siena.
In questo nostro - speriamo - interessante viaggio nel tempo,
ci capiterà di incontrare personaggi indimenticabili
e di scoprire fatti che hanno coinvolto le passioni di migliaia
di individui, come accade oggi per un Tour de France o una America’s Cup. |
|
|