tutte le uscite di Storie di Sport l'elenco di tutti gli articoli di Storie di Sport i protagonisti dello sport nei secoli i fatti e le evoluzione dello sport nei secoli chi fa Storie di Sport il progetto di Storie di Sport storie di boxe storie di basket tutte le uscite di Storie di Sport l'elenco di tutti gli articoli di Storie di Sport storie di atletica leggera chi fa Storie di Sport il progetto di Storie di Sport i protagonisti dello sport nei secoli i fatti e le evoluzione dello sport nei secoli gli altri sport storie di tennis storie di sci storie di rugby storie di olimpiadi storie di nuoto storie di motori storie di ginnastica storie di ciclismo storie di cavalli storie di calcio storie di calcio
la prima pagina di Storie di Sport tutte le pubblicazioni di Storie di Sport tutti gli sport trattati la storia dello sport i podcast di Storie di Sport il progetto e gli autori di Storie di Sport contatta Storie di Sport
la prima pagina di Storie di Sport Storie di Sport in Inglese
condividi su Facebook abbonati a Storie di Sport
tutti gli sport trattati
 
 
Johnny Weissmuller
Lo stile libero di "Tarzan"
di Graziana Urso
alpinismo
 
 
un giovanissimo Johnny Weissmuller photo credits Le onde che s'infrangono sugli scogli di Ellis Island narrano anche la sua storia. Johnny Weissmuller aveva sette mesi quando l'Atlantico lo affidò all'America, cullandolo sulla nave di emigranti che da Rotterdam giunse a New York il 26 gennaio 1905. Vent'anni dopo, una nuova sfida sull'acqua lo riportava nel Vecchio Continente: ai Giochi Olimpici di Parigi del 1924 Weissmuller diventa il re del nuoto, conquistando tre medaglie d'oro. Una per ognuna delle sue vite.
La prima, brevissima, a Freidorf (nell'attuale Romania), città dell'Impero Austro-Ungarico, dove nasce nel 1904 col nome di János Weißmüller, figlio di Petrus Weißmüller e Erzsébet Kersch. La seconda, tra Stati Uniti ed Europa, in cui abbraccia e suggella a suon di record la carriera di nuotatore. La terza, ad Hollywood, che lo lancia nel firmamento del cinema con il ruolo di Tarzan. Tre destini cuciti sulla pelle, fino a quel giorno del gennaio 1984 in cui un edema polmonare lo stronca ad Acapulco.


Un talento impetuoso

Johnny incontra lo sport a nove anni, quando un medico gli prescrive il nuoto per combattere la poliomielite contratta a Windber, in Pennsylvania, dove la famiglia si era stabilita prima di approdare sulle sponde del Lago Michigan. A Chicago il ragazzino monopolizza le gare dello Stanton Park. È un talento, grezzo ma impetuoso: in lui convergono velocità e vigore atletico. Adolescente, frequenta la Lane Technical High School, prestigioso istituto del north-side cittadino, che abbandona quando il bar di famiglia fallisce e i genitori Peter ed Elizabeth divorziano. Catapultato di colpo nel mondo adulto, Johnny è costretto a rimboccarsi le maniche per sbarcare il lunario. Il ragazzo non lascia nulla d'intentato, ma la piscina resta il suo chiodo fisso e nel tempo libero si allena all'Illinois Athletic Club, dove lavora come addetto agli ascensori e fattorino. Caso vuole che l'allenatore di nuoto del circolo sia Bill Bachrach, un tipo tosto ma lungimirante, che lo nota, lo ferma e gli strappa un giuramento: nuotare, nuotare, nuotare. In cambio gli assicura che farà di lui un campione.
Lo stile di Johnny si affina e il suo nuovo crawl piega la potenza fisica a una bracciata tecnica e lineare, abbinata a una respirazione più efficace e alla innovativa virata a capriola, che gli consente di guadagnare in spinta sugli avversari. “Nessuno mi ha mai battuto a stile libero”, potrà compiacersi a carriera conclusa il nuotatore. Così è più ancora dopo il restyling di Bachrach, che lo allena per il campionato nazionale dell'agosto 1921. “Se vinci” – gli promette – “ti pagherò la cena”. Affamato di successi, il diciassettenne non se lo fa ripetere due volte e centra il titolo nazionale, inseguendo subito dopo il traguardo più ambizioso: il record dei 100 metri stile libero, che all'Olimpiade di Anversa l'hawaiiano Duke Kahanamoku ha fissato a 1’00”.4. L'impresa gli riesce il 9 luglio 1922 ad Alameda: fermando il cronometro a 58”6, Weissmuller diviene il primo uomo al mondo a coprire la distanza in meno di un minuto. Un risultato sensazionale, considerando le condizioni in cui viene conseguito: acqua a temperatura ambiente, vasche poco profonde e prive di corsie, un costume intero a effetto frenante. È il nuoto degli anni Venti.
Il record di Alameda non è il primo siglato da Weissmuller, e non sarà l'ultimo. Già ad Honululu, nel maggio di quello stesso 1922, il campione ha stracciato il primato mondiale dei 200 metri stile libero. Nel giro di sei anni ne frantumerà altri sessantacinque su qualunque distanza, 400 e 800 metri inclusi. Ma a Johnny non basta essere il numero uno delle piscine, lui sogna l'oro olimpico e l'occasione gli si presenta nel 1924 con i Giochi parigini, gli ultimi del barone Pierre De Coubertin. Per esserci, il fuoriclasse arriva a bluffare sui suoi natali: cancellata l'identità austro-ungarica, prende a prestito il passaporto del fratello minore, nato in America un anno dopo di lui. Johnny Weissmuller diventa ufficialmente Peter John Weissmuller, cittadino statunitense, e come tale può difendere la bandiera a stelle e strisce nel continente d'origine.
Quando si presenta davanti alla piscina delle Tourelles, Johnny va incontro alle attese del pubblico – smanioso di ammirare lo squalo di Chicago – e non perde neanche stavolta. Brucia sui 100 metri il connazionale Kahanamoku, abbattendo ancora la barriera del minuto pur senza migliorare il suo ultimo record (57”4'), conquistato pochi mesi prima a Miami e destinato a restare a lungo imbattuto. Si ripete nei 200 ai danni del primatista mondiale, lo svedese Arne Borg, trascinando la sua nazionale alla vittoria nella staffetta dei duecento, davanti all'Australia. Si presta persino alla pallanuoto, regalandosi un'altra medaglia, poco importa se di bronzo.
Johnny torna in America da eroe ma, non sazio di vittorie, quattro anni dopo cerca la consacrazione definitiva ad Amsterdam, dove si svolge la nona Olimpiade. In Olanda si esibisce nel suo ultimo assolo sull'acqua: vince la medaglia d’oro nei 100 metri e nella staffetta dei 200, confermandosi l'uomo da battere, ma senza lasciare agli avversari neanche la speranza di una rivincita, perché nel 1929 annuncia il suo ritiro dal nuoto agonistico.


Weissmuller attore

Sarà l'anno dei colpi di scena: non tanto l'addio alle piscine a soli venticinque anni – con un palmarés di sessantasette primati mondiali, cinquantadue titoli Usa e sei medaglie olimpiche (cinque ori e un bronzo) – quanto l'inizio della carriera cinematografica. Andò così: Johnny, 190 centimetri d'altezza per 80 chilogrammi di peso, viene ingaggiato per reclamizzare una marca di costumi da bagno ed entra negli Studios di Hollywood. Un giorno l'attore Douglas Fairbanks, incrociandolo per caso, gli suggerisce di presentarsi alla Metro Goldwin Mayer per un provino. Vedendolo, il regista Williams Van Dyke, che vuole trasporre sul grande schermo il fumetto di Edgar Bourroughs, non ha dubbi: il suo Tarzan è lui. Dal 1932 al 1948 Weissmuller interpreta dodici volte l'uomo-scimmia, entrando nell'immaginario collettivo con il suo “Io Tarzan, tu Jane”. Nemmeno lui capirà mai le ragioni di tanto successo. Abituato ad ore di incessante allenamento, vasca dopo vasca, per ottenere vittorie che lo hanno reso celebre ma non ricco, Johnny si interroga candidamente: “Possibile che basti arrampicarsi su un albero e pronunciare una frase sconnessa per diventare milionari?
Eppure Hollywood non gli chiede più del suo corpo, lo stesso che il nuoto ha plasmato, in uno sfoggio di atletismo – coronato dall'indimenticabile urlo – per il quale lo ricompensa con oltre due milioni di dollari. Johnny Weissmuller si congederà dal cinema nel 1955, trovando in seguito il tempo di collezionare, tra una donna e l'altra (cinque, qualcuno azzarda sei, le sue mogli), anche qualche ruolo televisivo. Mai, però, recitare gli verrà naturale quanto le corse in piscina. Lo scrive nel titolo di un manuale dedicato alla sua passione di sempre: Nuotare è più facile che camminare.
Quasi un richiamo alle origini del suo viaggio, prima di spegnersi sulle rive di un altro oceano.
 
     
 
sostieni storie di sport
 
 


 
 
 
cover libro
 
 
     
 
scegli l'edizione
 

paypal
 
     
   
 
 

     
ascolta l'ultimo podcast
     
 
ultimo podcast ascolta il podcast
 
     
  ascolta ora  
 

 
discutine su facebook
     
     
 
facebook
 
     
     
     
 

 

 
         
         
novit‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚àö√´‚Äö√†√∂‚Äö√†√á‚Äö√Ñ√∂‚àö‚Ć‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚àö¬¥‚Äö√Ñ√∂‚àö‚Ć‚àö‚àÇ‚Äö√Ñ√∂‚àö‚Ć‚àö√°‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚Äö√тĆ‚Äö√†√∂‚Äö√†√á‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚àö√´‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚Äö√тĆ‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚Äö√тĆ‚Äö√†√∂‚Äö√†√á‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚Äö√тĆ‚Äö√†√∂‚àö¬∞‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚àö√´‚Äö√†√∂‚Äö√†√á‚Äö√Ñ√∂‚àö‚Ć‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚àö¬¥‚Äö√Ñ√∂‚àö‚Ć‚àö‚àÇ‚Äö√Ñ√∂‚àö‚Ć‚àö√°‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚Äö√тĆ‚Äö√†√∂‚Äö√†√á‚Äö√Ñ√∂‚àö‚Ć‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂¬¨¬•‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚àö√´‚Äö√†√∂‚Äö√†√á‚Äö√Ñ√∂‚àö‚Ć‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚àö¬¥‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚àö√´‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚Äö√тĆ altri articoli di nuoto  
     
     
     
novità
     
. ...  
     
novità
 
bannerdown Città della Spezia Città di Genova Historycast
   
i libri di Storie di Sport cosa si dice e si scrive sul nostro lavoro condizioni per l'advertising la prima pagina di Storie di Sport tutte le condizioni del nostro sito gli altri prodotti tutte le news some rights reserved