tutte le uscite di Storie di Sport l'elenco di tutti gli articoli di Storie di Sport i protagonisti dello sport nei secoli i fatti e le evoluzione dello sport nei secoli chi fa Storie di Sport il progetto di Storie di Sport storie di boxe storie di basket tutte le uscite di Storie di Sport l'elenco di tutti gli articoli di Storie di Sport storie di atletica leggera chi fa Storie di Sport il progetto di Storie di Sport i protagonisti dello sport nei secoli i fatti e le evoluzione dello sport nei secoli gli altri sport storie di tennis storie di sci storie di rugby storie di olimpiadi storie di nuoto storie di motori storie di ginnastica storie di ciclismo storie di cavalli storie di calcio storie di calcio
la prima pagina di Storie di Sport tutte le pubblicazioni di Storie di Sport tutti gli sport trattati la storia dello sport i podcast di Storie di Sport il progetto e gli autori di Storie di Sport contatta Storie di Sport
la prima pagina di Storie di Sport Storie di Sport in Inglese
condividi su Facebook abbonati a Storie di Sport
tutti gli sport trattati
 
 
Donald Campbell
L'irresistibile fascino della velocità
di Lucio Iaccarino
motonautica
 
 
Donald Campbell photo credits Siamo nel bel mezzo del 1960 quando un bolide gigantesco e affascinante arriva a Wendover, un piccolo villaggio nello Stato americano dell’Utah. Da queste parti non è la prima volta che la simpatica popolazione locale assiste a imprese (o almeno tentativi) di macchine stranissime che corrono pazzamente per battere il record mondiale di velocità. Stavolta il protagonista è un autentico asso di tutti i mezzi motoristici esistenti, il britannico nonché figlio d’arte Donald Campbell. Suo padre Malcom, infatti, è stato il primo uomo ad aver guidato a oltre quattrocento chilometri orari. Ripercorrere e magari migliorare i record del padre è un chiodo fisso per Donald che in un certo senso prova anche un pizzico di invidia verso il genitore.
Malcom ha vissuto in un epoca eroica, capace di battere nove volte il record di velocità terrestre e tre quello su acqua. Donald ha intenzione di superarlo e per riuscirci ha calcolato tutto, con la perfezione del rischio che si innesca nella sua mente. Ecco perché vuole dominare la guida, renderla perfetta grazie alla potenza del bolide unita a una poderosa organizzazione dell’impresa. Eppure, sembra strano a dirlo, Campbell fino a questo momento è quasi un novizio per quanto riguarda le macchine da corsa.
La sua popolarità l’ha conquistata sull’acqua; dopo vari tentativi a vuoto il 23 luglio 1955, con un’imbarcazione a reazione progettata dai fratelli Ken e Louis Norris, è riuscito a volare fino ai 325 Km/h conquistando il nuovo record mondiale.


L'incidente del "Bluebird"

Ora il sogno è quello di bissare quel trionfo a Ullswater e ripercorrere le gesta eroiche del padre. Torniamo quindi a Wendover e al bolide che Donald Campbell tira fuori dal cilindro: si chiama Bluebird (Uccello Azzurro, dal nome delle prime macchine del genitore); è lungo nove metri, alto un metro e mezzo, pesante tre tonnellate e mezza. Un vero mostro affusolato, con il muso che ricorda uno squalo e quattro gobbe ai lati, in corrispondenza delle ruote che si intravedono appena. L’innovazione da lui voluta e pianificata è quella di un mezzo saettante e di tipo rivoluzionario: il bolide è mosso da una turbina d’aereo, non ancora una propulsione a reazione, cosa vietata dal regolamento internazionale. Con un’originale modifica, l’energia ordinata dal flusso di gas dalla turbina deve essere trasmessa simultaneamente alle quattro ruote.
La progettazione, la costruzione e la messa a punto del Bluebird sono costati cinque anni di studio e di lavori, oltre ad una spesa di circa un miliardo e mezzo delle nostre vecchie lire. Donald (che - è bene ricordarlo - ha anche più volte ritoccato il suo record sull’acqua portandolo a 418,980 km/h) ha dalla sua parte il tifo di tutta la Gran Bretagna, che del resto domina da anni il campo della velocità terrestre. Anche il record da battere è di un suddito di Sua Maestà: parliamo dello stesso John Cobb inabissatosi nel lago di Loch Ness: 634,590 km/h!
La pista sulla distesa salata di Wendover, dove Donald si è preparato a dovere, è lunga circa 17 km. Perché il record venga omologato, c’è la necessità che il miglio lanciato sia coperto due volte in senso contrario, nello spazio di un’ora. Dopo qualche esperimento, il Bluebird scende ufficialmente in pista la mattina del 16 dicembre. Campbell scatta subito velocissimo e raggiunge i 480 Km/h. E’ un risultato incoraggiante, come prima prova, e basta per autorizzare un’accelerazione nella prova successiva.
Alle 7,10 Donald è di nuovo nell’abitacolo e il suo bolide dopo pochi secondi sta per raggiungere i 590 km/h. All’improvviso, per ragioni ancora oggi ignote, la macchina esce di pista e si rovescia su un lato. Come un’ala di un aeroplano, si offre al vento con la sua intera lunghezza, si stacca dal terreno e si contorce più volte nell’aria. Il Bluebird rimbalza sei volte sulla pancia e si ferma, per fortuna senza capottare, nella direzione inversa rispetto alla quale era venuto, dopo aver perso due ruote. I soccorritori trovano Donald con la testa dondolante, il casco deformato e con del sangue nella tuta. Ma Don è vivo.
In ospedale riscontrano uno stato di shock e dei problemi all’orecchio, oltre ad una frattura della base cranica. Per i medici è un mezzo miracolo averlo ancora in vita. In pochi mesi Donald si riprende piuttosto bene, soprattutto dal punto di vista fisico. I problemi maggiori sono quelli mentali, visto che i postumi dell’incidente gli procurano improvvise e violente crisi di nervi che lo colpiscono senza motivo apparente. Ma quando torna normale, il suo pensiero è uno solo: ricominciare.


L'incredibile record

Bisogna costruire un nuovo Bluebird. Il nuovo modello è molto simile al precedente, con alcuni accorgimenti in più per migliorare la sicurezza. Donald è attento e scrupoloso su ogni particolare, ma il destino lo fa scontrare nuovamente con molte delusioni. Il tentativo del 1963 in Australia meridionale, precisamente nei pressi del lago salato Lake Eyre, fallisce a causa delle piogge che limitano la velocità del bolide. Ci riprova con impeto nell’estate del 1964, con condizioni meteo finalmente favorevoli, ma nonostante una performance di grande livello Campbell deve inghiottire una sonora sconfitta. Nel tratto di andata è riuscito ad arrivare a 625 Km/h, soltanto otto chilometri al di sotto del primato di Cobb. Una disdetta, ma per il nostro eroe questo scarto ormai non elevatissimo rappresenta la consapevolezza di essere vicino alla meta, vicino alla storia. Oramai né i postumi dell’incidente, anche se avverte ancora dolori alla nuca, né il pericolo di oltrepassare limiti troppo grandi per un uomo possono deviare quello che è a tutti gli effetti lo scopo della sua vita: superare il record! Non bada neanche alla scaramanzia, visto che per un nuovo tentativo sceglie venerdì 17 luglio, una data che farebbe desistere in molti.
Donald decide di partire di buon mattino. Motore al centodieci per cento di potenza e subito uno scatto bruciante; al primo passaggio, 648,400 Km/h. Superlativo, anche se c’è da ricordare che il record va misurato sulla media dei due passaggi. Ecco allora che il Bluebird al quinto chilometro della seconda prova sembra annientare e disintegrare la pista sotto il suo peso vibrando come un tuono. Donald non toglie il piede dall’acceleratore e conclude la sua prova. Neanche lui è sicuro di avercela fatta; anzi, è convinto del contrario. Invece arriva l’annuncio: 648,400 Km/h anche in questa prova. Il record di Cobb è battuto, una folla festante porta in trionfo Campbell!
La sua gioia è contagiosa, tutto il suo staff condivide con lui giorni di gloria e baldoria. La sua vita scorre veloce come i suoi record. Il 31 dicembre di quello stesso anno Donald Campbell incamera un altro tassello della sua leggenda. Sulla barca denominata Bluebird VII e nel lago di Dembleyung, nell’Australia occidentale, migliora il suo record di velocità sull’acqua portandolo alla media oraria di 444,615 Km/h. Alla fine dell’impresa, la moglie di Donald, Tonia, si getta in acqua per raggiungere a nuoto e festeggiare suo marito.
Solo tre anni dopo, Tonia osserva tranquilla il Bluebird VII di Donald lanciarsi per un altro record; dopo pochi minuti l’imbarcazione s’impenna di colpo, ricade di prua sulla superficie dell’acqua ed esplode in una gran schiuma. I soccorritori e i sommozzatori intervengono con tempismo ma riescono a raccogliere soltanto il casco, le scarpe, la maschera per l’ossigeno e un fazzoletto da collo. Tutto quello che resta di Donald Campbell. Aveva 46 anni.
 
     
 
sostieni storie di sport
 
 


 
 
 
cover libro
 
 
     
 
scegli l'edizione
 

paypal
 
     
   
 
 

     
ascolta l'ultimo podcast
     
 
ultimo podcast ascolta il podcast
 
     
  ascolta ora  
 

 
discutine su facebook
     
     
 
facebook
 
     
     
     
 

 

         
         
novit‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚Äö√тĆ‚Äö√†√∂‚Äö√†√á‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚àö√´‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚Äö√тĆ altri articoli di motonautica  
     
     
     
novità
     
. . . .  
     
 
 
bannerdown Città della Spezia Città di Genova Historycast
   
i libri di Storie di Sport cosa si dice e si scrive sul nostro lavoro condizioni per l'advertising la prima pagina di Storie di Sport tutte le condizioni del nostro sito gli altri prodotti tutte le news some rights reserved
novità