tutte le uscite di Storie di Sport l'elenco di tutti gli articoli di Storie di Sport i protagonisti dello sport nei secoli i fatti e le evoluzione dello sport nei secoli chi fa Storie di Sport il progetto di Storie di Sport storie di boxe storie di basket tutte le uscite di Storie di Sport l'elenco di tutti gli articoli di Storie di Sport storie di atletica leggera chi fa Storie di Sport il progetto di Storie di Sport i protagonisti dello sport nei secoli i fatti e le evoluzione dello sport nei secoli gli altri sport storie di tennis storie di sci storie di rugby storie di olimpiadi storie di nuoto storie di motori storie di ginnastica storie di ciclismo storie di cavalli storie di calcio storie di calcio
la prima pagina di Storie di Sport tutte le pubblicazioni di Storie di Sport tutti gli sport trattati la storia dello sport i podcast di Storie di Sport il progetto e gli autori di Storie di Sport contatta Storie di Sport
la prima pagina di Storie di Sport Storie di Sport in Inglese
condividi su Facebook abbonati a Storie di Sport
tutti gli sport trattati
 
 
Valerij Borzov
La "Freccia Rossa"
di Lucio Iaccarino
atletica leggera
 
 
Valerij Brorzov photo credits Nella gara più affascinante dell’atletica leggera, i 100 m piani, i corridori vengono sottoposti sin da ragazzi ad allenamenti specifici e particolareggiati. La differenza sostanziale consiste proprio nel preparare lo sforzo fisico e i gesti atletici in un arco brevissimo di tempo, ad essere esplosivi e dinamici in pochi secondi per ottenere il massimo. È ovvio che il talento fa il resto. Senza quello non si va da nessuna parte.
Un talento – vero, genuino – che non è mai mancato al grande Valerij Phylypovyč Borzov, che negli anni Settanta ha furoreggiato riempiendo di vittorie e trionfi il medagliere dell’Unione Sovietica. Solo dopo la caduta del Muro di Berlino, e il conseguente sgretolamento della CCCP, Borzov ha cambiato nazionalità divenendo, nel 1992, ucraino.
Da ragazzino, il nostro eroe (nato il 20 ottobre 1949 nella cittadina di Novaia Kakhovka, nei pressi di Lvov) è piuttosto grezzo e scoordinato e tutto ciò potrebbe in teoria scoraggiarne un futuro da velocista. Nelle prime selezioni da parte di trainer sovietici si racconta addirittura che Valerij sia stato scelto da un computer e costruito poi in laboratorio per modellare il fisico e farne uno sprinter eccezionale. In ogni caso, avere le idee chiare è una caratteristica ben impressa nella mente di Valerij fin dagli anni degli esordi; e, come vedremo, saprà essere un vincente anche nella vita.
La sua tecnica migliora infatti anno dopo anno e dopo aver vinto i campionati scolastici in Ucraina, passa sotto l’ala protettrice di Valentin Petrovsky che diventa il suo allenatore personale. Con lui, la corsa di Valerij diventa letteralmente scientifica, attraverso sistematiche ricerche per individuare il modello perfetto di sprint. Arrivano così i tanto agognati successi, utili sia per avvalorare le ipotesi di Petrovsky, sia per saziare la fame di vittorie di Borzov.


I trionfi a Monaco di Baviera

Nel 1969 arriva il primo sigillo significativo ai Campionati europei di Atene, dove vince la medaglia d’oro sui 100 m. L’anno successivo conquista un altro titolo continentale, diventando campione europeo indoor nella gara dei sessanta metri. Borzov dimostra di gradire molto anche questa specialità, visto che fino al 1977 conquisterà il titolo europeo al coperto ben sette volte e sempre con pieno merito.
Le vittorie spingono il ragazzo ad allenarsi con sempre maggior impegno e spirito di sacrificio. C'è un un proverbio americano che dice “la velocità non giova a nulla se si corre nella direzione sbagliata”. Ecco, di queste parole Valerij decide di farne un principio di vita, tanto che la sua professionalità, unita alla gioia di gareggiare, lo spinge a realizzare incredibili imprese. Come antipasto dell’appuntamento più atteso, le Olimpiadi, Borzov conquista altre due medaglie d’oro agli Europei di Helsinki del 1971, trionfando nei 100 e nei 200 m.
Arriva quindi il 1972, l'anno dell’appuntamento olimpico di Monaco di Baviera. Nei 100 m si registra un clamoroso colpo di scena: due fra i più accreditati alla vittoria della medaglia d’oro, gli statunitensi Eddie Hart e Reynaud Robinson, vengono eliminati semplicemente per non essersi presentati puntuali alla partenza del primo turno eliminatorio. I due pagano la disattenzione con un prezzo salatissimo. I regolamenti, chiarissimi, renderanno i loro reclami carta straccia.
Valerij Borzov ringrazia il pacco regalo che il destino (e la leggerezza dei due sprinter americani) gli ha confezionato e lo scarta senza pensarci due volte andando a vincere la gara in scioltezza e coronando il sogno di una vita: la medaglia d’oro alle Olimpiadi. I suoi sacrifici sono stati finalmente premiati e anche gli addetti ai lavori più pignoli e scrupolosi ammettono che l’atleta sovietico si è lasciato dietro anche le sue più piccole lacune tecniche, diventando pressoché perfetto nella tecnica e nell’efficacia della corsa.
Ma Valerij ha ancora qualcosa da dimostrare, soprattutto verso chi lo accusa di aver vinto solo grazie all’assenza forzata dei due colleghi americani. Solo pochi giorni dopo Borzov risponde in maniera pronta e impetuosa a queste insinuazioni, andando a vincere anche la finale dei 200 m, imprimendo indelebilmente il suo nome fra i più grandi atleti di sempre. La doppietta di medaglie d’oro non lascia spazio a discussioni. Il campione sovietico, poi, non si fa mancare nulla, neanche quel pizzico di rammarico per aver sfiorato il successo anche nella 4x100 dove, nonostante un personale da brividi, deve accontentarsi insieme ai compagni della medaglia d’argento.


Ancora protagonista

Non pago, negli anni successivi all’Olimpiade di Monaco, Valerij si pone nuovi importanti obiettivi, prendendo la vita come una continua opportunità di ampliare i propri orizzonti tecnici e umani. Si fa apprezzare per lo studio e per le diverse attività orientate a creare strutture per giovani atleti dell’Est, facendosi portavoce di un’innovativa politica sportiva. Il suo lavoro viene apprezzato anche in patria, dove ricoprirà la carica di Ministro per la Gioventù e lo Sport nel governo ucraino. Ma in mezzo a tutto questo, Valerij prosegue con gioia e successi la passione di sempre: la velocità.
Nel 1974 timbra a Roma il suo terzo oro europeo nei 100 m e Pietro Mennea, suo rivale in tante gare, lo incorona suo ideale punto di riferimento nonché avversario più temuto in carriera. Due anni dopo, però, nell'Olimpiade canadese di Montréal, la performance di Borzov, reduce da un brutto infortunio muscolare patito qualche mese prima, ne risente in maniera sostanziale. Come se non bastasse, la stampa pubblica nei giorni della vigilia uno scoop clamoroso e sconvolgente: Valerij sarebbe stato oggetto di un attentato contro la sua persona da cui si sarebbe salvato senza alcun danno fisico solo grazie a un autentico miracolo. Quest’ultima notizia, è bene sottolinearlo, non troverà mai riscontri né conferme.
Nella capitale canadese la preoccupazione maggiore per Borzov rimane quella per i suoi tendini infortunati che gli procurano un fastidioso dolore. Centra comunque due medaglie di bronzo, sia nei 100 m (alle spalle dell’atleta di Trinidad e Tobago Hasely Crawford e del giamaicano Donald Quarrie) che nella staffetta 4x100 portando il totale del suo bottino di medaglie olimpiche a quota cinque.
Il contesto sportivo così lineare e positivo sfortunatamente si rompe pochi anni dopo quando ancora altri fastidiosi infortuni cominciano a minarne il corpo e a incepparne la perfezione. E proprio il perdurare di questi acciacchi lo induce alla conclusione più triste per un atleta, quella del ritiro. Valerij Borzov abbandona le corse nel 1979, e l’amarezza si moltiplica pensando all’anno successivo e all'Olimpiade di Mosca che poteva , almeno potenzialmente, regalargli altre soddisfazioni e medaglie.
Lo sprinter sovietico esce quindi di scena a soli trenta anni, con il record personale dei 100 m a 10’’07 e quello dei 200 a 20’’ netti. L’addio dalle gare e il relativo dispiacere viene fortunatamente mitigato dalla vita che gli ha regalato tante altre gioie e soddisfazioni. Come il matrimonio con la campionessa olimpionica di ginnastica artistica Ludmilla Tourischeva e la tante meritate gratificazioni raccolte negli ultimi anni. Dal 1991 al 1998 è stato infatti Presidente del Comitato Olimpico Ucraino, mentre dal 1994 è membro del Comitato Olimpico Internazionale.
Il grande Valerij Borzov rappresenta forse una delle pubblicità meglio riuscite dello sport inteso come modello pulito e vincente di accostarsi alla vita.
 
     
 
sostieni storie di sport
 
 


 
 
 
cover libro
 
 
     
 
scegli l'edizione
 

paypal
 
     
   
 
 

     
ascolta l'ultimo podcast
     
 
ultimo podcast ascolta il podcast
 
     
  ascolta ora  
 

 
discutine su facebook
     
     
 
facebook
 
     
     
     
 

 

         
         
novit‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚àö√´‚Äö√†√∂‚Äö√†√á‚Äö√Ñ√∂‚àö‚Ć‚àö‚àÇ‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚Äö√тĆ‚Äö√Ñ√∂‚àö‚Ć‚àö‚àÇ‚Äö√Ñ√∂‚àö‚Ć‚àö√°‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚àö√´‚Äö√†√∂‚Äö√†√á‚Äö√Ñ√∂‚àö‚Ć‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚àö¬¥‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚àö‚àÇ‚Äö√†√∂‚àö√´‚Äö√Ñ√∂‚àö√ë‚Äö√тĆ altri articoli di atletica leggera  
     
     
     
novità
     
. ...  
     
novità
 
bannerdown Città della Spezia Città di Genova Historycast
   
i libri di Storie di Sport cosa si dice e si scrive sul nostro lavoro condizioni per l'advertising la prima pagina di Storie di Sport tutte le condizioni del nostro sito gli altri prodotti tutte le news some rights reserved