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Quando passa Nuvolari...
La fantastica epopea del "Mantovano Volante"
di Danilo Francescano
podcast di automobilismo
 
 

Tazio Nuvolari photo credits Tazio Nuvolari nasce a Castel D’Ario il 16 novembre 1892 da una famiglia di contadini agiati. Il padre e lo zio sono ottimi ciclisti, ma la struttura gracile di Tazio convince il padre a farne un fantino. È un grave incidente ad allontanare per sempre il giovane dall’ippica.
Conclusa la Grande Guerra, il 20 giugno 1920 il mantovano, ormai ventottenne, affronta la prima, sfortunata gara di moto: la sua vecchia Della Ferrera 600 si ferma dopo pochi giri del circuito cremonese. Il 20 marzo 1921 a Belfiore arriva invece la prima vittoria di Nuvolari, in sella ad una Harley Davidson 1000, e da allora la sua popolarità cresce così in fretta che tra il 1923 e il 1924 già si sprecano gli aneddoti su di lui. Per esempio, dicono che abbia vinto una corsa con l’acceleratore fuori uso, manovrando a mano il cavetto.
Il 13 aprile 1924 il pilota ottiene la sua prima affermazione a quattro ruote nel Circuito Golfo del Tigullio, ma soprattutto, a Ravenna, durante il secondo Circuito del Savio, avviene l’incontro con un’altra futura leggenda dell’automobile, Enzo Ferrari.
Le competizioni dei due anni seguenti sono tutte in moto, eppure nel 1925 è proprio un auto ad alimentare per prima il mito dell’invulnerabilità di Nuvolari. Il primo settembre Tazio è a Monza, a provare la P2 monoposto dell’Alfa: al sesto, velocissimo giro, le gomme sono ormai lisce. L’auto esce di pista, rimanendo semidistrutta, e la stagione di Nuvolari, ferito seriamente, sembra compromessa. Invece il 13 dello stesso mese il pilota è di nuovo a Monza, fasciato come una mummia, a conquistare con una Bianchi 350 il Gran Premio delle Nazioni.
Nel 1926 Nivola vince 19 delle 26 gare a cui prende parte, collezionando anche tre gravi incidenti: in uno di essi viene addirittura dato per morto.


Nuvolari alla "Mille Miglia"

Il 26 marzo 1927 nasce la Mille Miglia. Alla guida di una Bianchi Tipo 20 Sport, Nuvolari si classifica al decimo posto assoluto, e al quinto della Classe D, sino cioè ai 3000 cc di cilindrata. Un ottimo risultato, che lo convince ad acquistare una Bugatti 35, con cui il 12 giugno trionfa nel Gran Premio Reale di Roma, coprendo a più 110 km orari i 420 Km di gara.
Pochi giorni dopo, una nuova vittoria nel Circuito del Garda. Tazio è ormai deciso al gran salto verso l’automobilismo. Compra alcune Bugatti Gran Prix usate e fonda la Scuderia Nuvolari, dove subito chiama il grande Achille Varzi. Purtroppo a Monza, per il Gran Premio d’Italia, l’auto di Nivola dimostra già durante le prove i suoi limiti, e malgrado l’ottima prestazione che riesce a sfoderare, il mantovano raccoglie solo la terza piazza. Va meglio l’11 marzo 1928, quando sul circuito di Shedeida, Tazio precede il compagno di scuderia nel Gran Premio di Tripoli. Nuvolari tuttavia è in difficoltà: non riesce a far fronte ai costi di gestione, nonostante la sua attività di commercio in auto. Oltre a ciò, Varzi, che lo ha raggiunto anche alla Moto Bianchi, lo batte nel prediletto Circuito del Lario e presto la rivalità sportiva tra i due porta alla rottura del sodalizio.
Nel 1930 la svolta. L’ingegner Vittorio Jano, progettista della Alfa, offre al pilota di Castel D’Ario la guida di una 6 cilindri 1750 GS Zagato Testa Fissa ufficiale della casa per la Mille Miglia. Il 12 aprile la corsa prende il via e subito si anima del duello tra Nuvolari, in coppia con Giovanni Battista Guidotti, e il solito Varzi. Per Nivola è l’apoteosi: batte l’amico-rivale e diviene per tutti il Mantovano Volante.
Poco dopo Enzo Ferrari dà vita ad una Scuderia Alfa Romeo e chiama accanto a sé Tazio, Borzacchini e Campari. Un team da brivido, così come da brivido sono i risultati che i tre iniziano ad inanellare. Tazio trionfa nella Trieste-Opicina, ed è la prima vittoria in assoluto del Cavallino Rampante.
Il 24 agosto, Nuvolari torna sull’Alfa 1750 GS e, assieme a Varzi e Campari, partecipa al Tourist Trophy di Belfast. Vince, ma soprattutto convince i britannici, che si entusiasmano per i numeri del piccolo italiano. Ne vincerà un altro, di Trophy, nel 1933, con una piccola MG Magnette, e la sua guida sarà così abile da fargli guadagnare un nuovo soprannome, il Maestro.
Anni di grandi vittorie, dunque. Il 10 maggio 1931, Tazio conquista la Targa Florio, battendo ancora Varzi e pochi giorni dopo completa l’opera, imponendosi anche nel Gran Premio d’Italia.
Ormai la sua fama è universale e gli propongono persino una sfida contro un aeroplano. Accetta e l’8 dicembre affronta, sulla pista dell’aeroporto di Roma, un Caproni 100. Ovviamente perde, ma i 164 km di media della sua Alfa 8C 2300 gli bastano per sfiorare un inverosimile successo.
Il 28 aprile del 1932, Nuvolari è al Vittoriale in visita a Gabriele D’Annunzio, da sempre suo ammiratore, e riceve in dono dal poeta una piccola tartaruga d’oro, con la dedica "All'uomo più veloce del mondo, l'animale più lento sulla Terra". Come tutti i piloti, Tazio è superstizioso. La tartarughina diviene subito un portafortuna, da appuntare con cura sulla celeberrima maglia giallo-oro che ormai indossa ad ogni gara sopra ai pantaloni azzurro chiaro.
La Targa Florio dell’8 maggio è una marcia trionfale, con ali di folla che attendono per ore l’arrivo del campione e i giornali che il giorno seguente osannano l’Asso degli Assi. In agosto, Nuvolari viene ricevuto da Mussolini a Villa Torlonia, poi chiude la stagione con il titolo di campione italiano assoluto.
Il 1933 è ricco di successi, ma anche di contrarietà. Il 7 agosto, Enzo Ferrari, con una lettera alla Gazzetta dello Sport conferma il divorzio tra la sua scuderia e i piloti Nuvolari e Borzacchini. Nivola, che già aveva autonomia sulle scelte di calendario, desiderava anche poter scegliere i piloti, e questo Ferrari non poteva concederglielo. Nonostante questi problemi, negli stessi mesi Tazio vince per la seconda volta la Mille Miglia, domina il Gran Premio di Nîmes e trionfa nella 24 ore di Le Mans. Neppure il terribile incidente del 22 aprile ad Alessandria riesce a fermarlo: quel giorno il mantovano rischia davvero la morte.


All'apice della fama

L’Asso degli Assi è all’apice della fama. Fa la pace con Ferrari e torna a correre con le Alfa, anche se in quel momento le vetture sono decisamente inferiori alle auto tedesche. Il 28 luglio 1935 al Nürburgring si corre il Gran Premio di Germania. Sul circuito si sono dati appuntamento trecentomila tedeschi, i gerarchi del nazismo e soprattutto Adolf Hitler in persona. Con una condotta di gara temeraria al limite della follia, a mezzo giro dalla fine Nivola supera il tedesco Von Brauchitsh e va a vincere con l’Alfa ridotta in condizioni pietose. Sugli spalti cala il gelo per una manciata di secondi, poi esplode un applauso interminabile. Hermann Göring, indispettito, deve improvvisare una tirata sulla fratellanza italo-germanica.
Gli anni che precedono la guerra sono un alternarsi di luci e di ombre: splendide vittorie, un lutto tremendo come la morte del diciottenne primogenito e incidenti paurosi. A New York, nell’estate del 1937, durante la Coppa Vanderbilt, la sua Alfa prende fuoco e Tazio si salva lanciandosi in corsa dall’abitacolo. Accade di nuovo nell’aprile seguente a Pau. Si salva allo stesso modo, ma ce la fa’ per un pelo e riporta ustioni terribili. Per la prima volta è davvero spaventato. In ospedale medita seriamente il ritiro, poi le pressioni della Union, che lo vuole in squadra, lo convincono a non mollare. L’11 settembre 1938 vince il Gran Premio d’Italia a Monza, mentre le nubi che si addensano sul mondo si fanno sempre più fitte. Nuvolari fa’ in tempo a trionfare ancora nel Gran Premio di Belgrado, il 3 settembre 1939. Due giorni prima le truppe tedesche hanno invaso la Polonia: la Seconda Guerra Mondiale è cominciata.
Il 12 maggio 1946 Nuvolari torna alle gare. La volontà è quella di sempre, ma fisico e spirito non sono più gli stessi. I polmoni, intossicati dai fumi e dai gas di scarico, sono compromessi e per non vomitare Tazio deve correre con una mascherina. In aprile poi, anche il suo secondo figlio, appena diciottenne, è morto di malattia. Il 14 luglio Tazio vince il suo ultimo Gran Premio, ad Albi, in Francia. Ancora due Mille Miglia corse da campione, nel 1947 e nel 1948, e poi solo gare minori. Con malinconia, il Mantovano Volante deve accettare giorno dopo giorno che dall’ultima, vittoriosa Palermo-Monte Pellegrino del 10 aprile 1950 nessuna casa gli offra più una guida.
Alle sei del mattino dell’11 agosto 1953, Tazio Nuvolari muore come mai avrebbe scelto di morire. Non al volante di un’auto, come tutti i suoi amici ed avversari, ma nel suo letto, nella casa di Viale delle Rimembranze, a Mantova. Due giorni dopo, una folla immensa saluta il feretro, seguito a pochi metri da un veicolo su cui è esposta una Moto Bianchi.

(
testo non coincidente con quello del podcast)

 
 
La "Mille Miglia" del 1930
L'incredibile sorpasso di "Nivola"
di Danilo Francescano
polvere di stelle
 
 
Nuvolari alla Mille Miglia del 1930 su Alfa 6C 1750 photo credits Nel 1930, la carriera di Tazio Nuvolari ha finalmente la svolta decisiva. L’ingegner Vittorio Jano, progettista della Alfa, ha ormai perdonato a Nivola il catastrofico provino del 1925 e per la Mille Miglia gli offre la guida di una 6 cilindri 1750 GS Zagato Testa Fissa ufficiale della casa.
Il 12 aprile la corsa prende il via e subito si anima del duello tra Nuvolari, in coppia con Giovanni Battista Guidotti, e il solito Achille Varzi, a cui la stessa Alfa ha affidato una vettura. Da sottolineare che il novarese, in base al regolamento, è partito dieci minuti prima di Nuvolari.
I due campioni si alternano per lunghi tratti al comando e mantengono un sostanziale equilibrio, precedendo Campari di cinque minuti. In virtù del décalage iniziale, Varzi viaggia però sempre davanti e il fatto finisce per avvantaggiare Nuvolari, il quale, grazie alle informazioni ai rifornimenti, ha un miglior quadro della situazione.
Superata Terni, Nivola passa con decisione al comando e nella notte tempestosa la contesa si sviluppa su strade impossibili. Sul traguardo di Brescia intanto, incurante del buio e della pioggia, una folla straripante ed entusiasta si è raccolta davanti al tabellone luminoso delle segnalazioni. A Bologna, Nuvolari ha sette minuti di vantaggio su Varzi, a Padova sei, a Feltre di nuovo sette, a Verona nove.
Ormai l’Alfa di Varzi è alla portata, ma Achille non può saperlo e ritiene di essere in testa. A Desenzano, il sorpasso: Nuvolari è davanti al rivale che è ormai inesorabilmente battuto. Nell’oscurità che precede l’aurora, la collina è punteggiata da centinaia di piccole luci e il traguardo, ormai vicinissimo, si staglia illuminato dal fuoco delle torce. Una visione quasi irreale che al primo albeggiare accoglie l'Alfa di Nivola assieme al boato di migliaia di spettatori.
C’è quasi incredulità, quando alle 5 e 41 i giudici Trissino e Casellato decretano l’arrivo di Tazio: tutti attendevano Varzi che invece giunge solo dopo 51 secondi. Ancora non sa capacitarsi di aver perso - Achille - e impiega qualche istante a recuperare il sorriso e congratularsi con l’amico.
Basterebbe già per un racconto di epica, ma il bello arriva quando qualcuno racconta di aver visto Nuvolari superare Varzi ad oltre cento di media con i fari spenti per non farsi notare. I giornalisti raccolgono la voce e la diffondono per tutto il paese.
La Mille Miglia del 1930 passa alla storia per questo episodio. Un fatto temerario al limite dell’incoscienza, che sarebbe incredibile, se non ci fosse di mezzo Nivola. Tazio, del resto, non smentisce. Il copilota Guidotti poi, rincara addirittura la dose, affermando di aver spento le luci personalmente: la vox populi diventa per sempre vox Dei.
 
 
dati tecnici del podcast
 
 

Ideazione: Marco Della Croce e Danilo Francescano

Testo del podcast: Danilo Francescano

Testo di polvere di stelle: Danilo Francescano

Voce narrante principale: Sandro Daneri

Voce narrante di polvere di stelle: Enrica Salvatori

Montaggio e regia: Marco Della Croce

Musiche impiegate: Carlo Buti–Cara piccina, Andy Lee Robinson–The Heart Transcends, Trio Lescano–Arriva Tazio, Lucio Dalla–Nuvolari (frammento), David Schombert-Jingle, Ryan W. Farish-Night Wind (tutti i brani sono sotto licenza creative commons, o di pubblico dominio o usati a scopo saggistico secondo la legge n. 159 del 22 maggio 1993)

File originale: 04.mp3

Dimensioni: 22,92 Mb

Durata: 25 minuti

Data di registrazione: venerdì 14 novembre 2008

Luogo di registrazione: Convento Cappuccini Monterosso (Sp)

 
 
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